Progetto Ulisse

1° Laboratorio residenziale di “PROGETTO ULISSE” sul MASCHILE 25 Maggio 2011 nella sede dell’IPAE a Cosenza Con visione e lettura del film: “VIOLA DI MARE” della regista: Donatella Maiorca

Il tema del Laboratorio: Dalla violenza o passività al coraggio  di affrontare  la  perdita del potere sulla donna per creare una identita’ che ancora  non  c’e’.

La storia narrata è di un’attualità  e di una modernità sconcertanti. E non perché oggi si parla più liberamente di rapporti intimi  fra persone del medesimo sesso, ma perché è una trama  che fa riflettere sulla realtà evolutiva delle identità personali nel nostro tempo, sulla  acuita  auto ed etero percezione  delle identità  negate  come maschio e come femmina, come Persona  con il suo proprio  ed unico progetto. Ciò avviene già a partire dalla vita prenatale e poi nella vita da nati. Riflettervi con gli strumenti forniti dalla Antropologia P. E.  offre una prospettiva nuova sulle mete verso cui tendere in seguito all’ acquisizione  di tale dolorosa sensibilità.

Ho scelto questo film perché, meglio di ogni altro, attraverso le immagini e la storia   narrata, mostra quanto ognuna di noi, pur con diverse modalità e sfaccettature, risulta essere un impasto ibrido e confuso di maschile e di femminile. E ciò a partire dalla vita intrauterina, come bene ci mostrano le sequenze di Angela costretta nel gelido sotterraneo  di roccia e di pietre, dal quale vuole uscire a tutti i costi battendo colpi  giorno e notte per tenere in vita la sua voglia di vivere.

Esiste in natura ed è catalogato nell’Atlante dei pesci dei mari italiani un piccolo pesce dal nome Donzella di Mare. Ad un certo punto della sua vita da femmina diventa maschio: è un solo individuo con una lunga fase maschile ed una lunga fase  femminile? Oppure sono due, maschio e femmina della stessa specie? Così natura ci ha fatte:  con una duplice potenzialità, principio maschile e principio femminile, nonostante gli organi sessuali.

Da tale legge di natura, residuo forse di un archetipo ermafrodita, e dall’evoluzione storica della condizione umana per la quale oggi reagiamo con forza al possesso dei genitori sulla vita dei figli già a partire dalla vita prenatale,  ha origine l’identità confusa di  uomini e donne oggi. E’ un’identità ferita, falsata, abortiva rispetto ad autentiche progettualità, popolata da insofferenze di ogni tipo, da violenze e da veleni. Ma è anche ricca di straordinarie potenzialità. Se messa a cuocere e a trasformarsi nella fucina  ardente del dolore, aiuta a diventare artisti della propria vita  e di quella dell’universo.

Insegna A. Mercurio: “Per accedere alla vita come dono e alla vita che è dono, oltre che dal falso sé è necessario liberarsi pure dall’identità fallica e della identità falsata di maschio-femmina o di femmina-maschio, identità che ci sono state imposte dai nostri genitori e dalla nostra cultura sin dalla vita intrauterina”. Questo è ciò che accade nelle vicende del film. Questo è ciò che accade in “Progetto Ulisse” ogni volta che ci ritroviamo per dar forma e sostanza ad una nuova identità maschile creando una nuova solidarietà tra uomini e coltivando un amore spirituale e corale che ci fortifica e ci fa crescere come uomini del terzo millennio. (Testo di Ombretta Ciapini)

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Carissimi e Preziosi Uomini Ulissidi,

dopo un lungo intervallo di silenzio dovuto soprattutto al mio bisogno di ritemprarmi e recuperarmi nella cura del mio corpo… e il lavoro è solo all’inizio, ho accantonato l’intervento di protesi all’anca, grazie soprattutto all’aiuto di Ombretta e di una brava e particolare fisioterapista, Caterina di Vibo Valentia; ma nel frattempo dovrò attraversare un lungo periodo di interventi, non più rimandabili, ai miei denti: il tutto inizierà il 18 Ottobre e proseguirà almeno fino all’estate del 2011.

Il silenzio è stato interrotto dalla coralità creata intorno a Francesco Paone, in occasione del suo intervento chirurgico al quale si era preparato negli ultimi due incontri del Laboratorio Progetto Ulisse. Non sono riuscito a ritrovarmi con i Nobili e gli Aedi  per programmare l’Incontro intensivo che avevamo pensato di realizzare in Ottobre. Quindi rimane confermata la data del 13 Ottobre 2010 alle ore 17.00 per il prossimo incontro del Laboratorio Progetto Ulisse.

Durante l’estate ho riflettuto molto come, in coincidenza con l’intervento di Francesco, siamo stati circondati da notizie di delitti nella coppia e nella famiglia. I protagonisti erano in maggioranza uomini. Secondo gli insegnamenti che ci vengono  dalle motivazioni del nostro Laboratorio, che considera il personaggio Ulisse come Mito di riferimento e per il quale ogni compagno era una parte di Ulisse, non possiamo pensare che il fenomeno riferito non riguardi anche noi ed il nostro Gruppo: quanta violenza si nasconde sotto l’apparente tranquillità e rimozione di conflitti, paure, frustrazioni, delusioni e, soprattutto, non accettazioni!

Forse è arrivato il momento di riflettere sui nostri omicidi e suicidi, che compiamo giorno dopo giorno senza renderci  neanche consapevoli.

La società di oggi, compresi noi uomini, è troppo sottomessa alla “Grande Madre” rappresentata dal consumismo, dalla pubblicità, dalla soddisfazione dei bisogni, che costringe a una eterna condizione infantile, con riflessi negativi, che hanno reso le donne aggressive e infelici di fronte all’uomo che rimane nelle pretese dell’Io infantile o che è preda del complesso di Peter Pan.

L’uomo deve uscire da un’immagine di sé monolitica e rendersi conto che ha dentro di sé un po’ di Abele (il femminile) e un po’ di Caino (il maschile).

Nell’ambito della coppia l’uomo non deve sviluppare la propria femminilità, ma la “sensualità”, ritrovando il piacere della seduzione intraconiugale. E’ importante scoprire le varie “intimità” come energie forti e non sentimenti deboli da lasciare alle donne (come vi ho manifestato nell’ultimo scritto di cui vi ho fatto dono nel penultimo incontro del nostro Laboratorio).

La “creatività” deve essere un obiettivo, da non confondere con la disinibizione, che un tempo si cercava attraverso l’alcool e oggi con le droghe. La creatività rende ogni  “relazione” meno abitudinaria e annulla gli effetti negativi della routine. L’uomo odierno ha recuperato la bellezza narcisistica, e non è un male, ma non ha ancora pensato che la bellezza narcisistica deve essere al servizio della seduzione e migliorare così gli scambi tra le persone.

Mi piace riportare quanto ha scritto nel passato Willy Pasini (2006):

“… oggi una donna si aspetta da un uomo:

a)    Che sia un human being e non un human doing;

b)    Che ascolti e sia più recettivo, quindi usi più facilmente le orecchie che la bocca;

c)    Che non ecceda in sentimentalismi; una donna su due non è per nulla attratta da un uomo che si commuove vedendo un film, mentre è molto affascinata da un uomo virile che aggiusta una macchina. Solo le donne sotto i 30 anni sembrano apprezzare i maschi sensibili;

d)    Che continui a correre dei rischi ragionevoli e non diventi un pantofolaio;

e)    Che sessualmente tenga in considerazione i tempi del desiderio della compagna;

f)     Che ritrovi nella paternità un ruolo bello per lui e utile alla società” (W. Pasini)

Nel volume Ipotesi su Ulisse A. Mercurio ricorda il pensiero Buddista che sostiene: “Ogni essere umano che viene al mondo porta dentro di sé “cinque veleni”…

Illusione

Desiderio –bisogno

Ira (volontà omicida e volontà suicida)

Orgoglio

Avidità

Vi invito a dedicare il prossimo incontro di Progetto Ulisse (mercoledi 13 Ottobre) all’aiuto reciproco nello scoprire quale sia il veleno predominante, in questo momento della nostra esistenza, che ci ostacola nella realizzazione dei tanti progetti e propositi dichiarati durante la nostra esperienza insieme e che, poi, sono rimasti lettera morta: compresi quelli che abbiamo declamato alle Penelopi in occasione del Natale 2009.

Vi invito alla ripresa dei nostri preziosi incontri condividendo con gli altri compagni una lettera (scritta) dedicata al vostro veleno preferito.

Complimenti per tutto quello che siete stati capaci di donare e di donarvi nell’ambito del Laboratorio “Progetto Ulisse”, ma attenzione anche al veleno dell’illusione.

Un abbraccio ed a presto con tanto affetto e gratitudine.

Bruno Bonvecchi

Cosenza, 25 Ottobre 2010

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PREGHIERA PREZIOSA  per quando si è deciso di rivoltare la propria vita come un guanto. autore: Antonio Mercurio

O mio SÈ,   Signore della mia vita   E figlio del mio amore   E del mio coraggio,    Quel che Tu vuoi    È giusto che accada    E dove Tu vuoi     Io voglio andare.    Aiutami solo a capire:    Perché mi hai messo    In questa situazione?    E che vuoi da me    Che Io faccia?     Quando Tu vuoi    Allora è tempo    E quando Tu vorrai    Io arriverò all’isola    Della bellezza seconda.        Anche se pare    Una sventura    Quel che Tu vuoi    Per me è guadagno.       Ma dimmi:    Che vuoi che io crei    Da tanto dolore?    E che c’è di sbagliato    In me    Che io devo trasformare?    Anche se a volte    Mi sento precipitare    Negli abissi    Se Tu lo vuoi     Per me è bene      E per questo      Ho coraggio.     Prima che Io sia Te     E Tu sia me,     Mentre muoio e     Rinasco    Per realizzare i miei sogni     E i tuoi sogni     Nelle tue braccia      Trovo riposo.  (A. Mercurio)

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PROGETTO ULISSE  -  Lettera di invito

Carissimi Amici,

ecco perché vi propongo ULISSE invitandovi al Laboratorio “Progetto Ulisse” che io ho pensato e deciso di proporre ad altri uomini per rispondere ad un’istanza profonda di fronte alle grandi tragedie, anche familiari, che si trova ad affrontare l’uomo di oggi.
L’ispirazione iniziale mi è venuta da Ombretta Ciapini, mia moglie, che ha ideato per prima il Laboratorio corale artistico “Progetto Penelope”.

“ L’uomo ricco d’astuzie raccontami, o Musa, che a lungo errò dopo ch’ebbe distrutto la rocca sacra di Troia; di molti uomini le città vide e conobbe la mente, molti dolori patì in cuore sul mare, lottando per la sua vita e pel ritorno dei suoi… Ma neppure così i compagni li salvò,sebbene lo desiderasse e lo volesse.Morirono per le loro colpe e follie, quegli insensati…Lui solo sospirava il ritorno e la sua donna…”
(Odissea, canto I, vv. 1-10)

Eroe e avventuriero, preda e predatore, naufrago di isola in isola, di inganno in inganno, di donna in donna, ULISSE è Nessuno, e tuttavia è Ognuno di noi. Nei lunghi anni in cui percorre la via del mare inseguendo sé stesso e la patria perduta, sfidando gli uomini e gli elementi, piangendo il passato senza rimpiangerlo ed affrontando l’incertezza e la paura del futuro, vivendo il presente sorretto da una insaziabile ansia di conoscenza e di vita, Ulisse consuma in sé ogni umana esperienza.

Ulisse è l’umanità, il sogno, l’avventura, la vita e la morte, la metamorfosi anzi la metanoia (termine greco che sta ad indicare la rinascita dell’uomo nuovo):

Ulisse è: il Narratore, il Viaggiatore, il Naufrago, l’Enigmatico, l’Eroe, il Pauroso, l’Ingenuo e l’Astuto, Ognuno e Nessuno.

Comunque in tutto il suo peregrinare Ulisse non è mai solo perché, oltre ad essere seguito da Atena (il SE’ Personale che lo guida), è accompagnato dal viaggio interiore che la sua Penelope fa nel tentativo di ritrovare se stessa senza diventare preda dei Proci, ovvero delle pretese che albergano in ogni essere umano.

Penelope è stata sempre considerata una donna ambigua, per il suo tessere e disfare la tela dell’inganno, in realtà era ambigua la situazione storica e antropologica che fa da sfondo all’Odissea. Siamo in un periodo in cui il mondo eroico è scomparso nel cataclisma che ha travolto la civiltà micenea, e dopo qualche secolo di grave regressione la Grecia gradualmente risorge, fondando un nuovo sistema di valori tra i residui del passato e la conquista di una nuova consapevolezza.

In questa fondamentale congiuntura della storia, i poemi omerici hanno una doppia funzione di memoria e di modello. Alla comunicazione poetica spetta il compito di proporre l’esempio di una donna che possieda tutte le virtù femminili; ma questo programma ha da fare i conti con l’ancestrale convinzione che la donna è il male peggiore per gli uomini, secondo la tetra misoginia che marchiò a lungo i fulgori dell’Ellade.

L’Odissea è la testimonianza di un ciclo di scoperte faticose ed esaltanti: è l’aspirazione di ogni essere umano che decide di vivere la vita come il più grande dono da amministrare……

… ULISSE: il simbolo dell’arte di raccontare, del raccontarsi, per integrare il proprio passato nel presente e diventare artefici della Bellezza da creare, specialmente attraverso il rapporto di coppia. Alla corte dei Feaci nasce la narrazione autobiografica: non per alimentare il narcisismo ma per trarre la forza necessaria per trasformarsi e trasformare.

L’Odissea è un sogno di viaggi e avventure, ma anche un repertorio di come si raccontano questi viaggi e queste avventure. E’ una storia di storie e scenari urbani e marini, selvatici e civili, un universo colorato e variabile… dove ognuno trova una parte di sé.
Impariamo da Ulisse a guardare sempre avanti e a non voltarci mai indietro, senza cadere dal pianto al rimpianto.

Il Progetto Ulisse comprenderà
momenti di riflessione, di ricerca e creatività corale,di esplorazione dei propri sogni e del linguaggio corporeo: impariamo da Ulisse a raccontare e a raccontarci le esperienze fin qui attraversate per trarne il miglior insegnamento su come affrontare il presente ed il futuro nella prospettiva del nostro progetto di contribuire a creare nuova bellezza nella nostra vita privata e nella relazione con gli altri e con l’ambiente.
Se tu ritieni di avere qualcosa in comune con l’esistenza di Ulisse e se vuoi far parte degli uomini che sognano di diventare gli ULISSIDI del terzo millennio: questa è l’occasione che ti offre la vita: …a te la libertà di rispondere SI’ !
Con fiducia.

Cosenza,2003 © Bruno Bonvecchi

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Noi UOMINI coraggiosi del 3° millennio con capitan Ulisse Bruno,

in Calabria disceso per liberarne la Bellezza,

alle fortunate DONNE in cammino con la Penelope Ombretta,

stella cometa della nuova era femminile…

Alla reggia di Alcinoo chiaro ci fu

prima d’incontrar la donna che ad Itaca ci aspetta

uomini veri diventar dobbiamo

ma dopo esser stati almen guerrieri.

Alla reggia di Alcinoo preziosi talenti recuperammo

ed il cammino iniziato abbiam

da predatori e guerrafondai

guerrieri prima e cavalieri poi diventar vogliam

e a voi, coraggiose Penelopi,

noi chiediam sostegno e pazienza,

ma solo per poco tempo ancor!

Così decidiamo e così vi ringraziamo:

siate con noi comprensive ma non indulgenti.

IPAE di Cosenza, Natale 2009

Uomini Veri in divenire del Laboratorio Progetto Ulisse di Cosenza Condotto da:   Bruno Bonvecchi
Nobili:             Daniele Gabriele, Pasquale Montalto, Antonio Rizzo e Domenico Tucci
Aedi:                Ugo Lanzafame e Giovanni Marra
Ulissidi:           Leonardo Aggazio, Pino Balsano, Nicola Benedetto, Leonardo Grasso, Damiano Lazzarano, Domenico Leonetti, Elio Manfredi, Antonio Zappino, Mauro Mariani Valerio, Mario Marra, Francesco Paone.


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