Progetto Penelope

 Comunicato stampa:    Ad Acri il giorno sette del Gennaio 2012 ha avuto luogo la presentazione del libro di Ombretta Ciapini “Il femminile violato ed il coraggio di affrontare la morte per creare una identità che ancora non c’è”. Ombretta Ciapini dirige l’Istituto di Antropologia Personalistica Esistenziale di Cosenza insieme al marito Bruno Bonvecchi, inoltre è antropologa cosmoartista e professionista Journey.    – Questo libro racconta i vissuti di donne alla ricerca della loro vera identità femminile. Ci vuole molto coraggio per assumersi tutto il dolore del femminile violato; nella storia delle donne questo femminile è spesso violato per tre volte: perché non desiderato, non accettato già dalla nascita e non rispettato. In seguito ad un travaglio personale, Ombretta Ciapini, con grande intuizione, creò i gruppi Progetto Penelope, gruppi al femminile, sul modello della tessitrice dell’Odissea, in una regione, la Calabria, dové, come dice l’autrice, il controllo sulle donne si ripercuote da tempi immemorabili persino sui loro desideri, sui loro sogni.    -  La presentazione ha visto interventi fatti in particolare da uomini e non è cosa curiosa poiché, come diceva B. Bonvecchi, questo libro è particolarmente importante per la gente maschile che grazie ad esso può conoscere meglio il misterioso mondo femminile. Per le donne calabresi essendo vissuti in una terra dura e avara di riconoscimenti, la pubblicazione del libro è testimonianza di grande passaggio di trasformazione interiore, come passaggio dalla rabbia per un mondo di privazioni, di costrizioni, un mondo pieno di pregiudizi nei loro riguardi, ad una assunzione di un femminile fatto di espressione di desideri e di sogni. In effetto grazie alla “tessitura” della loro esistenza, che si svolge nei laboratori di Progetto Penelope guidati da Ombretta Ciapini, le donne da un grande dolore fanno nascere altrettanto verità, amore e bellezza.   -   Innamorarsi del femminile, a prescindere da ogni logica di età, anche dopo aver svolto doveri di madri, di mogli e di lavoratrici, e, superando il conflitto di essere ciò che la cultura familiare assegna alle donne, spesso ignorate, tradite e sottomesse, per imparare invece il rispetto per loro stesse, creando nuova bellezza e felicità per loro e intorno a loro. Questo è lo scopo dei laboratori Progetto Penelope, la ricerca della nuova identità di donne del terzo millennio che, artiste della propria vita, ne tessano coralmente la tela.                 Acri ovvero la Primavera a gennaio …. …. pensare di ritornare in quel luogo che tanto aveva dato alla nostra apertura come Progetto Penelope (con la rappresentazione de “Il crogiuolo di Penelope”, è un onore e un onere.        …. Pensare di parlare di quell’apertura proseguita senza interruzioni,  parlare del nostro cuore e della nostra intimità,  delle nostre bellezze e delle nostre bruttezze, delle nostre capriole e del non volerne sapere di far capriole, parlare di quel che siamo, così come siamo ….    … è l’emozione di sempre che mi accompagna fino a palazzo Sanseverino …. l’emozione di farcela o di fare gaffe, di parlare in modo fluente o di perdere il filo del discorso, di centrare l’obiettivo o di “scantonare”, ma di essere comunque una privilegiata per essere lì a presentare un libro straordinario che non ho esitato a definire SCRIGNO …   Poi, quando sono entrata ed ho visto l’amore con il quale il salone era stato addobbato, i colori del femminile,  il calore e l’emozione delle compagne di viaggio di Acri, i visi conosciuti e quelli meno noti …. il mio cuore si è sciolto ed ho pensato di essere al posto giusto, al momento giusto, per dare il mio contributo per accrescere la bellezza della mia terra e dell’universo!          Il mio cuore è colmo di gratitudine per la Vita, per Ombretta che mi ha onorato di essere così presente in un libro e che mi ha dato la sua cieca fiducia di poterlo presentare al pubblico …    Che dire …. È la primavera a gennaio, … quando meno te l’aspetti!!!!!!      (Luisa)

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INVITO al 5°  Laboratorio Cosmoartistico di  Progetto  Penelope sul  FEMMINILE  -     Il tema sarà: Il FEMMINILE  VIOLATO ed il CORAGGIO  di AFFRONTARE  la  MORTE per CREARE una IDENTITA’ che ANCORA  NON  C’E’.      Il Laboratorio sarà condotto da Ombretta Ciapini , ideatrice del Laboratorio artistico creativo PROGETTO PENELOPE, con la collaborazione di Luisa Altomare e le Donne del Laboratorio Cosmoartistico di “Progetto Penelope”, a Belmonte Calabro 21 – 22 Maggio 2011 con visione e lettura del film: “VIOLA DI MARE” della regista: Donatella Maiorca  -                                                                                          Violenze patite sin dal suo concepimento  le hanno impedito di sviluppare il suo femminile, ma non le hanno impedito di ascoltare il SE’, che la spinge ad essere autenticamente se stessa, ad amarsi e ad essere amata, nella libertà e nella verità. E’ la lunga  odissea della protagonista, Angela,  alla ricerca della propria identità calpestata, che la porta ad incontrare la morte in un gelido sotterraneo e a vincerla. In quel luogo può  rivivere ciò che le è sconosciuto della sua vita  intrauterina e  può decidere di trasformare la propria storia. Se era voluta maschio, lo sarà anche per  tutta l’esistenza, pur di non rinunciare al sogno di vivere finalmente la sua vera vita.  Quella che viene narrata nel film non è una storia d’amore e di erotismo tra due donne. E’ una stupenda storia d‘amore per la vita di donne che desiderano finalmente nascere alla loro dimensione artistica e spirituale. Di donne che  hanno il coraggio di creare con le loro mani la bellezza di una identità femminile sconosciuta. E’ una identità che ancora non c’è e che può essere creata  solo attraversando dolore e prove, con saggezza e con arte. Insegna A. Mercurio: “Per accedere alla vita come dono e alla vita che è dono, oltre che dal falso sé è necessario liberarsi pure dall’identità fallica e della identità falsata di maschio-femmina o di femmina-maschio, identità che ci sono state imposte dai nostri genitori e dalla nostra cultura sin dalla vita intrauterina”. Questo è ciò che accade nelle vicende del film. Questo è ciò che accade in “Progetto Penelope”, ogni volta che ci ritroviamo per dar forma e sostanza ad una nuova identità femminile, coltivando un amore spirituale  e corale che ci fortifica e ci fa crescere come donne del terzo millennio. (Ombretta Ciapini)

 *I Laboratori Residenziali di “Progetto Penelope” sono condotti da Ombretta Ciapini con la collaborazione di Luisa Altomare  e delle donne del Laboratorio Cosmoartistico Progetto Penelope dell’IPAE di Cosenza: Maria Chiaradia, Teresa Foglia, Rosalba Longo, Clelia Scaglione, Tatiana Boscarelli, Giovanna Fusaro, Liliana Le Piane, Franca Ritacco, Anna Tutino, Annamaria Algieri, Carla Algieri, Amelia Pellegrino..

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Commenti: 1) Cara Ombretta, voglio farti partecipe della emozione che ho provato vedendo il  disegno sull’invito con il mio nome ed il logo, frutto di tanti mesi di confronto e di lavoro di noi tutte. Ti  sono grata per avermi sostenuta e sollecitata nella realizzazione del logo che rappresenta noi tutte,ed il progetto grande che hai ideato grazie alle tue intuizioni e al tuo amore profondo per le donne . Sento di essere sempre più innamorata di questo progetto e credo fermamente nella sua capacità creativa e trasformativa nei confronti di un universo sofferente , spesso rassegnato e ripiegato su se stesso come quello femminile. Voglio ringraziare la vita per averti incontrata, per avermi fatto scoprire la gioia di essere donna, sentimento che non ricordo aver mai provato, specialmente da quando vivo in Calabria. Qui ho toccato con mano la lugubre sensazione di morte e di rassegnazione al sacrificio e alla sofferenza, che avvolge spesso la vita di tante donne nei paesi dell’entroterra . Ho subìto questa mentalità per anni pensando di essere un’ aliena, poi ho guardato queste donne e mi sono detta :”questa non è la vita che voglio”, fatta di conformismo, di ipocrisia e di violenza sommersa. Ho cambiato e cambierò ancora il mio modo di vivere e sento che potrò essere un esempio,come lo sei tu per me.. Ti voglio bene Cristina (29 marzo 2011); 2) Carissima Ombretta, ho letto la locandina e ringrazio la Vita che mi ha fatto dono di una Maestra che ha la capacità di emozionare tanto un uomo arido (come ci dice Capitan Bruno nel Lab. degli Ulissidi) come me. Un abbraccio, Ugo (29 marzo 2011) 

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Carissima, dolce Valentina! Grazie per il tuo cuore ferito che mostri, ormai, così fieramente. La tua storia ora appartiene a tutte noi, le reazioni che hai avuto ci sono ben note e già sperimentate. Il vissuto che ci portiamo dentro contiene tutto il dolore del mondo e, alla fine, dobbiamo anche essene grate. Gratitudine per averlo usato come propellente per cambiare, gratitudine per avere avuto il coraggio di dichiararlo ed aver trovato anime sorelle che lo hanno accolto. La mia gratitudine e il mio amore a te, compagna Penelope, per l’emozione che mi hai fatto provare. Livia Petri Moncini

cara Ombretta…. ho ricevuto tanta bellezza in quest’anno, fatto di momenti bui e tristissimi, ho pianto per la perdita di un bambino,
  ho pianto per aver portato alla deriva un sogno che pensavo nel mio animo di bambina ferita potesse salvarmi dalla malinconia;
ho gridato il mio odio e la mia disperazione a un uomo che non sapeva ascoltare il mio dolore, ho distrutto l’unico uomo che si sia mai occupato di me, adesso ho chiesto il suo perdono: grazie Domenico…. sono caduta nell’inferno della mia anima e nella sofferenza della mia essenza di donna violata.. poi ti ho ascoltata… ho capito… Quel vuoto che avevo dentro, come un vortice che mi risucchiava costringendomi
a piegarmi su me stessa…apparteneva solo a me! Il salto nel vuoto? solo io potevo scegliere di farlo… ho deciso invece di volare più in alto.
Ti ho sentita parlare come noi tutte, facendoti accarezzare l’anima da noi che ci aggrappiamo a te con la speranza che tutto finisca subito…come bambine che si affidano alla propria madre..in cerca di salvezza e protezione… Ho compreso il tuo dolore antico, la tua anima emergere per la Vita.. Ho capito che troppo spesso si cerca negli altri qualcosa di grande che manca a noi, così ci aggrappiamo a qualcuno o qualcosa che in realtà ci svuota ancor di più… Ho capito profondamente l’amore immenso che si può avere per se stessi, l’unico amore a non tradirti mai, adesso sento di poterlo condividere con voi tutte, che siete parte di me. ognuna con la sua essenza, ognuna con la forza del proprio Sè. Voglio donarvi questa canzone, perchè adesso ho davvero capito cos’è quel sentimento meraviglioso e stupendo che spinge verso la Vita e la Bellezza che non muore mai… L’amore per se stessi.Vi voglio bene.Valentina
http://www.youtube.com/watch?v=iwjwarPMQLA&feature=related

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Carissime Penelopi del Laboratorio Progetto Penelope Tre, Stiamo tessendo il nostro terzo anno di percorso  esistenziale e di amicizia cosmoartistica. E’ naturale che la memoria cellulare ci ripresenti la tessitura della nostra storia edipica con l’inevitabile aggressività, a volte odiosa, nei confronti della madre e con il desiderio di andare verso il padre, di avere un contatto intimo e profondo con lui, desiderio che fin da piccole ci siamo negate o ci è stato negato.                    Durante la prima parte dell’anno abbiamo affrontato insieme momenti difficili, dolorosi, a volte pieni di rancore e di sensi di colpa. Dite a voi stesse:”Brava” per aver avuto il coraggio di agire così apertamente i nodi irrisolti  del vostro sviluppo emozionale, per aver accettato di fermarvi e di riflettere, per aver deciso di scoprire che oggi avete il potere di cambiare la vostra storia, anche se essa si presenta  con i segni di ferite che ancora bruciano e fanno male…..ma il dolore serve per creare e non per fare le vittime!                   Avete avuto il coraggio di penetrare nella vostra zona d’ombra per portarvi la luce dell’accettazione, della comprensione, dell’amore, e non quella del rifiuto, del giudizio, dell’odio.                   Abbiate sempre la più grande fiducia nelle vostre parti positive e non stancatevi mai di dire a voi stesse: “ti voglio bene così come sei, ho piena fiducia nella tua capacità di migliorare ogni giorno di più, sento che ce la farai a nascere alla tua vera vita”. Nausicaa,  la donna nuova dell’isola della “Vita come dono”, vi aspetta e l’Universo vi ama come figlie predilette!                    Ci ritroviamo dopo un lungo intervallo e dopo aver vissuto esperienze molto intense e coinvolgenti nei mesi di maggio e di giugno. IL weekend al Femminile sull’arte del ricamo della bellezza esistenziale, il Seminario Didattico Esperienziale sull’Arte della Gratitudine nel rapporto Genitori e Figli ci hanno trasformato.    Ci ritroveremo più mature, più cresciute, pronte a vedere la nostra immagine nello specchio luminoso del divenire e non più in quello rifiutante della matrigna che avvelena la vita.         Siamo ormai in grado di utilizzare con arte fili neri, fili gialli, fili rossi, e di tanti  altri colori, li intrecciamo in modo sapiente per disegnare l’arcobaleno della nostra nuova esistenza.                    Amate Penelopi, io e Luisa non vediamo l’ora di incontrarvi per riprendere con lena e con cuore caldo la nostra tessitura di Donne del Terzo Millennio.                   Vi aspettiamo con gioia all’IPAE sabato, 26 settembre, alle ore 10 e 30.

Cosenza, 16 Settembre 2010                                                                                                                                                                                             Ombretta Ciapini

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Carissime Penelopi del Laboratorio Cosmoartistico Progetto Penelope Quattro, Prima di riprendere in mano la nostra tessitura, vorrei ricordarvi che siete donne molto coraggiose, donne capaci di ascoltare il vostro progetto profondo, consapevoli e decise nel rispondere affermativamente all’invito impegnativo che la Vita vi ha fatto  tramite il Laboratorio artistico creativo da me ideato.

Nello spazio di pochi mesi  avete scelto per voi e custodito nel cuore un impegno corale: recuperare la bellezza della vostra vita e crearne di nuova insieme. Avete dato forma e sostanza al Gruppo come telaio e come telo bianco;  non vi siete sottratte dal disegnare e dal raccontare il dolore dei fili neri della vostra esistenza: dolore di un’assenza ma anche spazio vuoto di un’attesa, di una speranza di tornare a sorridere, a gioire, a sentirvi in armonia con la vita e con l’universo intero.

Con orgoglio potete affermare di essere Penelopi del Terzo Millennio, Penelopi fedeli ad un sogno, a grandi desideri, non più tessitrici di compromessi, di rinunce e di sofferenze. Il Telo bianco degli inizi può avviarsi a perdere la sua forma di sudario, perché la morte che ci prepariamo ad affrontare insieme è quella dei nostri vecchi schemi mentali, del nostro consueto agire con l’uomo, con i figli, con il lavoro, in famiglia e nella società. Il telo bianco può iniziare  ad accogliere  fili rossi e colorati per la nuova trama del  progetto di divenire Persone  e Donne che avvertono la gioia di risvegliarsi al loro potere creativo, dopo aver attraversato pene e travagli.

Insieme avete sperimentato che il Laboratorio è la risposta ai vostri segreti desideri, è il percorso utile per voi che non avete mai rinunciato a cercare, che avete sempre custodito al vostro interno quella fiamma e quella luce che vi bruciavano dentro. Non avete mai messo il silenziatore alla vostra sete di verità, all’irrequietezza che vi spingeva a trovare voi stesse e la vostra essenza.

Avete già intessuto ricami preziosi nella nuova coralità, siete accorse numerose ed avete accettato di entrare nella graticola di un Weekend al Femminile coinvolgente e straordinario in quanto a risultati e bellezza trasformativa. E’ difficile affrontare il rapporto madre-figlia con tanto amore, con tanta saggezza e con tanta disponibilità a fare capriole!

L’ultima vostra tessitura-riporto ha sul frontespizio la riproduzione del quadro di Munch, “L’Urlo”. E’ un quadro che più di ogni altro parla del dolore della ferita alla nostra integrità di Persone patita nella vita prenatale. Essa si sta trasformando nella leggerezza della farfalla, una farfalla che vuole mettere le ali sussurrando a se stessa ed alle altre:

“Oggi è un nuovo giorno ed io scelgo l’Amore e la Bellezza”. Io e Luisa, insieme a Rosa,  siamo felici di rivedervi dopo la lunga pausa estiva. Vi aspettiamo con emozione al nostro appuntamento mensile di mercoledì, 22 settembre, alle ore 17 all’IPAE. Ombretta CiapiniCosenza, 15 settembre 2010

                                                                                           

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 Complimenti a Ombretta Ciapini e a tutte le donne che hanno partecipato alla splendida riuscita del 4° Laboratorio Artistico Creativo sul Femminile di Progetto Penelope per le Donne del  Terzo Millennio che si è tenuto a Belmonte Calabro – Villaggio VAB Sabato e Domenica 22-23 Maggio 2010:  L’ARTE  di  RICAMARE il  TRAUMA DANDO  VITA alla  BELLEZZA  della  MADRE   POSITIVA . L’incontro è stato introdotto dalla visione e dalla lettura cosmoartistica del film di Elèonor Faucher “LE RICAMATRICI” -   

Dopo tanto lavoro e qualche dolore arriva l'esplosione della gioiaDopo tanto lavoro e qualche dolore arriva l’esplosione della gioia !!!
(Foto di Bruno Bonvecchi)

   

Hanno condotto il Laboratorio:

Ombretta Ciapini

con la collaborazione di

Luisa Altomare

e le

Donne

del 

Laboratorio Cosmoartistico

di

“Progetto Penelope”.

Da sempre noi donne sappiamo tessere e ricamare,

lo raccontano i miti antichi dai quali abbiamo attinto

coraggio, luce e saggezza.

Abbiamo guardato indietro,

alla ricerca delle nostre radici,

perché desideriamo lavorare insieme per creare un futuro

che sia in armonia

con le Leggi della Vita.

E della Vita,

prima che di padri e di madri,

noi ci sentiamo figlie e artefici

del  suo grandioso progetto. “Dal Mito di Aracne al Mito di Penelope: Storie di Tessitrici” del Laboratorio “Progetto Penelope”.

Ti invito ad allenarti nell’arte di un ricamo speciale: il perdono e la bellezza della vita con la creazione della Madre positiva. L’immagine della “Madre negativa e rifiutante” è ben radicata nell’animo di ogni donna.Senza esserne consapevoli, ci siamo identificate, con un’idea di madre che va ben oltre la storia delle nostre parentele, che pure hanno procurato ferite e traumi. Nella vita adulta l’idea di madre che ci portiamo dentro si estende a tutto ciò che simbolicamente la rappresenta. Per trasformare un talento in arte è  necessario un laboratorio. Cogli l’occasione della novità del Primo Laboratorio Residenziale Femminile di “Progetto Penelope” per diventare l’artista di tale trasformazione! Fai nascere al tuo interno e rendi visibile nella realtà esterna l’immagine  di una  Madre positiva, accogliente e  donativa! Nella reggia di Itaca Penelope intreccia e tesse  a lungo inganni e sofferenze, prima di chiedere aiuto alla dea Atena e di mettersi in ascolto della propria saggezza interiore. La saggezza che provieme dal dialogo costante dell’IO con il SE’ può insegnare alle mani, alla mente ed al cuore femminili l’arte di creare sulla tela, come nella esistenza degli esseri umani, trame di luminosa ed incancellabile bellezza.  Ombretta Ciapini

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LABORATORIO CORALE MENSILE PER LE DONNE DEL TERZO MILLENNIO

Se sei una donna
che cerca la bellezza perduta e desidera creare la bellezza nuova

 

erosti invito a seguirmi nel Progetto Penelope

La bellezza ritrovata

La bellezza da creare

Ideato da Ombretta Ciapini Bonvecchi

secondo la lettura cosmoartistica dell’Odissea proposta da Antonio Mercurio

 

Se  sei stanca di soffrire, di fuggire, di contrapporti e di giudicare negativamente l’altra metà dell’universo

* Puoi decidere di tessere di nuovo  la tela di Penelope, la tela come la trama della tua esistenza.

* Puoi allenarti, in un coro di donne, nell’arte di compiere un duplice viaggio al tuo interno, coltivando nel cuore fiducia nel tuo SE’.

* Nel primo viaggio imparerai a fare e  a disfare la tela così come ti è stata data, con le parti oscure, con i nodi dolorosi della storia famigliare, con il bisogno di rimanere nel lamento, nel vittimismo, nella lotta di potere con l’uomo.

* Nel secondo viaggio imparerai a metterti in ascolto dei tuoi sogni e dei tuoi desideri: ti attende la progettualità della tua nuova identità di donna del terzo millennio!

* Artista fra le artiste, creerai autostima, rispetto per te stessa, consapevolezza del tuo valore, ricette nuove di bellezza e di felicità.

*  Anche per te Itaca è l’approdo  alla tua fonte spirituale interiore, la tua libertà e l’amore per te stessa. Itaca è la rotta per la creazione di un rapporto di coppia adulto e maturo.

E’ la trama del sogno di incontrare l’uomo, sentendoti in armonia con te stessa e con il progetto della Vita che vi richiede la creazione di una bellezza nuova, la bellezza seconda.

 

RIFLESSIONI

per le PENELOPI

del III° MILLENNIO

 

 La tela ed il tessere sono per i miti antichi azioni squisitamente femminili. Sono anche espressione di una memoria storica che pesa sull’animo delle donne con il ricordo della ineluttabilità del fato, dell’abbandono da parte degli uomini eroi,  della infelicità che incombe su di loro e su  coloro che  esse amano.

Ancora oggi madri e figlie, quando  “lasciano la casa” per viaggi di esplorazione della creatività e dell’amore per se stesse, si portano dentro il bisogno di fuga, l’incomprensione, la rivalità, la rabbia congelata ed emergente da un dolore sconosciuto  per la ferita antica alla loro vera identità e progettualità.

La scelta “contro” qualcuno o qualcosa spesso è  necessaria per iniziare un cammino di liberazione, ma provoca nel tempo altra infelicità nella vita delle donne che raggiungono l’autonomia.

Tale scelta va trasformata nella capacità di riuscire a chiedere in dono ciò che era un diritto, per poter iniziare a godere della bellezza della vita, della sua ricchezza ed imprevedibilità.

 

Attingiamo alla ricchezza  finora sconosciuta dell’Odissea.

Cerchiamo di cogliere insieme, con la creatività e con l’esperienza di ognuna di noi,  la verità profonda di quella tela e di quel tessere che il grande poeta Omero  fa fare e disfare a Penelope  per  permettere   il ritorno tanto  sperato di Ulisse verso Itaca.

Penelope sa ascoltare se stessa e gli altri , sa accogliere la dea Atena  nei sogni e nel cuore, sa capire ciò che richiedono le Leggi della Vita,  sa alla fine del poema  decidere ed agire proponendo la gara nuziale con l’arco,  gara che permetterà ad Ulisse di  vincere e sterminare i Proci.

Domandiamoci:

Penelope è la tessitrice interiore, è l’energia d’amore, è la fiamma che alimenta  il sogno  suo e dell’uomo?

Penelope è utero  fecondo del desiderio di bellezza che alberga nell’animo di ogni essere umano?

Penelope  è la via  del ritorno alla bellezza ed alla pienezza della vita ?

Ombretta Ciapini Bonvecchi

Gli incontri hanno cadenza mensile. Ogni incontro si struttura come un Laboratorio  Artistico di esperienza e di ricerca sul femminile.


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