2° Convegno Nazionale della FAIP – Roma 06 Ottobre 2011

2° Convegno Nazionale della FAIP – Roma 06 Ottobre 2011 – IL COUNSELING NEL CONFLITTO.     E’ stato un Convegno molto partecipato e ricco di contributi interessanti. Potete leggere quì le Relazioni di Bruno Bonvecchi  (Il conflitto come occasione e stimolo per un cambiamento evolutivo) e di Ombretta Ciapini  (Il Counseling nel Conflitto del Femminile e del Maschile per la Donna del Terzo Millennio)  -     Il conflitto come occasione e stimolo per un cambiamento evolutivo  (Bruno Bonvecchi)  -    Vorrei introdurre il mio intervento citando frammenti del Secondo Assioma della Cosmo-Art di A. Mercurio: “L’arte è progresso illimitato e continuo.     Da sempre l’umanità si divide in due partiti: i conservatori ed i progressisti.    La scienza ha sempre avuto sostenitori conservatori e sostenitori progressisti.     Come un tempo in Oriente si sono affermate le arti marziali e oggi sono molto diffuse in Occidente, adesso vogliamo immaginare che è venuto il tempo di affermare le ARTI ESISTENZIALI e di cominciare a diffonderle in Oriente e in Occidente”.     Nel Convegno FAIP del 2010 ho parlato del Counselor come un “maestro nell’arte di vivere” e questa definizione ora la posso esplicitare meglio nell’ambito di questo Convegno dedicato al conflitto. Il conflitto può nascere all’interno della Persona per una delusione, uno scoraggiamento, una sconfitta esistenziale, un malessere corporeo, compresa la malattia, oppure per un incidente di percorso nell’ambito delle relazioni o del proprio lavoro. Esiste anche il conflitto nella relazione tra persone oppure tra organizzazioni, gruppi, società.     Per il Counseling Antropologico il sorgere di un conflitto, specialmente nelle relazioni, va considerato anche come una occasione, per le parti in conflitto, per riflettere sul cambiamento e sul passaggio ad un atteggiamento evolutivo nuovo e più efficiente e quindi più in sintonia con le situazioni che continuamente cambiano e si evolvono. L’essere umano, e di conseguenza anche la società, è in continua evoluzione e, l’evoluzione, che è anche cambiamento verso uno status più alto, non avviene automaticamente ma è frutto di decisioni.      Il conflitto può esplodere tra le parti interne dell’Io, cioè  con se stessi, oppure nella relazione con il partner, con il Gruppo di appartenenza, con la identità professionale. Nel conflitto non si sta bene anzi qualche volta esso comporta una grossa sofferenza: nella sofferenza nessuno desidera restarci e tutti cercano come uscirne. E’ per questo che normalmente cerchiamo, prima di tutto, la causa od il responsabile: questa è la risposta o reazione più naturale, quasi fisiologica.     Conosciamo tutti il detto popolare che quando uno ci aggredisce o tenta di colpirci la miglior difesa è l’attacco; ma l’Analisi Bioenergetica insegna che il miglior attacco non è quello di respingere l’attacco ma di assecondarlo fino a vanificarlo. Ciò può accadere solo se l’Io ha un buon grounding e fiducia in se stesso, fino a scoprire che la sua sicurezza disorienta e sbilancia l’aggressore, che può essere mosso dalla rabbia, dall’invidia, dal rifiuto oppure dal diritto di rispondere ad una mia qualche forma di provocazione.     A. Mercurio afferma che “l’uomo, con il suo acume e con la sua intelligenza, con la sua tenacia e costanza, col suo amore e con la sua libertà, con la sua creatività e con il suo coraggio, con la sua capacità di trascendersi e di trasmutarsi, è colui che rende possibile ciò che è impossibile in tutti i campi della vita”.     Il Counseling Antropologico Esistenziale non si concentra sulla causa o sul colpevole, insegna a fermarsi per riflettere al fine di  trovare il senso dell’evento  e scoprire quale occasione la Vita offre perché è forse arrivato il momento che l’Io debba perdere o una sua modalità di comportamento oppure un suo schema mentale. L’essere umano si evolve per decisioni libere e responsabili  che lo qualificano come protagonista e parte attiva in una società che, oggi, si trasforma in maniera più veloce rispetto al passato. E’ stata questa la prima scoperta che ha fatto Ludwig Binswanger, il primo psicanalista psichiatra che si è evoluto diventando il primo l’Antropologo Esistenziale  creando l’Antropoanalisi.     Il Counseling Antropologico Esistenziale ha sviluppato delle metodologie efficaci sia per i gruppi (Group Counseling) che per i singoli (Counseling individuale) valorizzando anche le metodologie della Counselor Metafisica americana Louise Hay: l’attenzione si concentra sulle potenzialità inesplorate, sulla positività e sulla saggezza presente nel SE’ di ogni Persona. Il Counseling Antropologico si prende cura del conflitto perché esso è il segnale che la Persona è pronta, purché lo decida, ad attraversare la perdita di abitudini oppure di opinioni vissute come immutabili, per realizzare il cambiamento evolutivo profondo che modificherà in meglio la percezione di sé e la relazione con gli altri.       Non abbiamo una sola identità ma ne possiamo esplorare continuamente delle nuove e più ricche.                 E’ per questo che l’incontro conflittuale con l’altro permette di verificare che l’altro può rappresentare od agire anche una parte di sé e può dare voce a quella parte che non si vuole riconoscere o ammettere.     Tutte le volte che incontro un nemico lo devo guardare bene in faccia per poter conoscere meglio me stesso.     Nel nemico che mi colpisce ci potrebbe essere il negativo che c’è in me e che io non vedo, oppure non voglio vedere. In tal caso il mio SE’ mi chiede di assumere con amore il mio errore, il mio limite, per trasformarli in maggiore saggezza e ricchezza profonda.     Tutto questo interessa sia i singoli sia i Gruppi e le Organizzazioni che si devono confrontare con altri che, qualche volta, possono protestare per l’invasione del proprio territorio o l’appropriazione di tecniche: è quello che sta accadendo, da qualche decennio, tra le Organizzazioni e le Professioni di aiuto. E può accadere anche tra le Associazioni che aderiscono alla FAIP.       In tali circostanze e situazioni ci può essere d’aiuto quanto scrive A. Mercurio:“Più di ogni altro, l’artista è colui che rende possibile l’impossibile. Egli compie il miracolo di estrarre   L’unità dalla frammentarietà   L’armonia dal caos   La poesia e la grazia   Dalla banalità e dalla drammaticità   Del vivere quotidiano”.      Per essere Counselor artista della mia vita devo unificare e trasformare tutte le componenti, sia positive che negative, del mio Io e della mia storia personale: dal bisogno di riconoscimento arrivare gradualmente al coraggio di affermare il proprio valore e la propria identità, ma non contro l’altro o sovrapponendola all’identità degli Altri o tentando di negare l’altro.       Scrive L. Hay: “Se non ho un buon rapporto con me stessa, come posso sperare di instaurare un buon rapporto con gli altri? Se non amo la mia persona, sarò sempre alla ricerca di qualcuno che mi renda completa e felice, che soddisfi i miei desideri”.       Per essere artista nella vita del mio Istituto o della Organizzazione FAIP devo dare il mio contributo al progetto corale ed il progetto corale si sviluppa più efficacemente seguendo il principio organismico che facilita lo sviluppo dell’arte di trasformare molte persone estranee tra loro in un unico organismo vivente che realizza il proprio compito specifico da realizzare nel momento storico presente.           Bruno Bonvecchi

Il Counseling nel Conflitto del Femminile e del Maschile per la Donna del Terzo Millennio (Ombretta Ciapini) -  Relazione - ella mia più che decennale esperienza di Group Counseling con le donne, ho creato Laboratori Artistico Creativi dal nome “Progetto Penelope”. Il percorso di consapevolezza, di crescita e di trasformazione delle partecipanti a tali esperienze affronta sempre due temi di nodale importanza: il rapporto difficile e conflittuale con gli uomini ed il rapporto confuso ed oppositivo con la propria identità sessuale e personale in quanto a progetti e sogni da realizzare.     Non è possibile affrontare il primo  problema se non si riflette sul secondo, e viceversa.     Sono situazioni esistenziali che procurano  dolore. La loro condivisione  in un gruppo che sceglie solidarietà, accoglienza ed assenza di giudizi malevoli  ha  come base la visione dell’Io Persona Artista del Counseling  Antropologico Esistenziale.      E’ necessario anzitutto  accettare profondamente tali situazioni: fanno star male, sono  un problema  ma spingono ad evolversi.      Se si ricorre alla  fonte di luce e di saggezza interiore, il SE’ Personale e Corale del Gruppo stesso, è possibile infatti intuire indicazioni sconosciute ed attuare il cambiamento richiesto.      Sono convinta che dietro ogni conflitto, ogni sofferenza, ogni svalutazione, c’è un autentico tesoro da disseppellire, se si sceglie una meta da perseguire. Io ho scelto l’amore e la bellezza.  Nel mio invito  ai Laboratori  di Progetto Penelope scrivo: La bellezza perduta da ritrovare, la bellezza del vivere  da creare”.     La mia lettura cosmoartistica del mito di Penelope è che il tessere della regina con un coro di donne all’interno delle sue stanze sia in realtà metafora  poetica della   tessitura di esistenze personali da penetrare più profondamente. I nodi ereditati dalla storia famigliare sono  da sciogliere e da  disfare; i fili ricavati servono per  creare nuovi orditi, purché si scelga di lavorare a qualcosa che  innamora profondamente.      Chi volesse saperne di più, può leggere il mio libro “il Femminile violato ed il coraggio di affrontare la morte per creare una Identità che ancora non c’è”. Il libro accoglie testimonianze di tante donne sui conflitti con il maschile, dentro e fuori di sé, conflitti che sono stati superati, trasformati  in modo stupendo per dare vita alla donna del Terzo Millennio.      Il mio Maestro, Antonio Mercurio, mi ha insegnato che c’è molto da riflettere, da lavorare e da apprendere sulla realtà evolutiva delle identità personali nel nostro tempo, sulla acuita auto ed etero percezione delle identità negate come maschio e come femmina, come Persona con il suo proprio ed unico progetto.       Lo verifico di continuo quando lavoro con le donne a proposito degli schemi mentali che le possiedono circa se stesse, la coppia, la famiglia ed il lavoro. Risulta evidente che vivono un grosso conflitto, a volte palese come nel caso degli uomini o del lavoro, sovente interiore come nel caso dei figli e della famiglia. E tutto ciò è fonte di grande malessere, di svalutazioni continue, di impotenza e di aggressività insieme.      Introdurle allo schema mentale che il dolore delle violazioni subite in passato alle identità personali si ripresenta soprattutto nel conflitto con gli uomini e con se stesse, apre orizzonti sconosciuti.       Possono diventare artefici del proprio benessere e di una nuova identità evolutiva.       La consapevolezza della capacità di creare bellezza nella propria vita, la rinuncia alla pretesa che cambino gli uomini e siano diversi  – “Ma Io sono disposta a cambiare, ad abbandonare pensieri e comportamenti che mi fanno sentire accettata? -  produce autentiche meraviglie.        Il cambiamento è grande. Non sono in grado qui di parlarne in modo esauriente perché il tempo è limitato, ma sono esperienze di una efficacia trasformativa e creativa che sa di magia in quanto a risultati concreti ed evolutivi.      Vorrei portare  qualche esempio entrando nel merito del mio lavoro.      L’invito a cambiare i loro schemi mentali con esperienze dal vivo è ricco di scoperte e di sorprese. La più eclatante è che le donne non si amano, non amano gli uomini, sono molto confuse e sradicate circa la loro identità personale e sessuale.       Quando il giudizio negativo sul maschile che le circonda  è  quasi unanime ed è accompagnato da atteggiamenti di lamento, di vittimismo e di contrapposizione,io, per esempio, mi  ispiro alla metodologia di lavoro della counselor metafisica americana Louise Hay.         Propongo alle donne di compilare liste di giudizi  in materia di uomini e di considerazione di se stesse. Per far loro  conoscere e distinguere schemi mentali abituali, faccio disporre i giudizi positivi su un foglio, quelli negativi su di un altro. Le liste negative sono molto lunghe, quelle  positive  sono striminzite e con un grande spazio vuoto!  Il medesimo risultato si ottiene  con il giudizio su se stesse.       Come si può vivere bene e creare intorno a sé realtà soddisfacenti, se gli schemi mentali radicati in noi sono quasi del tutto negativi?       Ma I pensieri  possono essere modificati come può essere modificata  la  realtà esistenziale. Ciò avviene più rapidamente ed efficacemente se lo si fa in un gruppo di donne che hanno scelto di creare la bellezza del vivere.      Faccio sperimentare  come si può trasformare la propria esistenza in diversi modi. Propongo,  ad esempio,  di rafforzare le convinzioni positive  e di trasformare in affermazioni positive quelle negative. Raccomando di leggere e ripetere più volte tali affermazioni, anche davanti allo specchio quando è necessario.  Recentemente ho letto di uno sciamano dell’isola di Bali che consiglia ai suoi pazienti di fare una semplice meditazione la sera prima di coricarsi: “Siediti e sorridi, fai che il tuo viso sorrida, che la tua mente sorrida, che il tuo fegato sorrida! ” .       Faccio poi fare brevi viaggi corali di guarigione a livello cellulare con piccoli assaggi del metodo Journey; utilizzo  Meditazioni da me create; invito a scrivere,  a creare lavori teatrali, performances, a comporre poesie dai vissuti di ogni incontro mensile.       Propongo anche  Weekends residenziali in  luoghi e spazi  che sono di  grande bellezza, aperti ad amiche e famigliari. Invito a vedere e a lavorare su un film con protagoniste femminili, film del quale io scrivo una chiave di lettura su un tema da me scelto. Le Penelopi sono al mio fianco  nella conduzione, perché  vi hanno già lavorato nei Laboratori mensili. Durante il Seminario faccio fare   esercizi corporei ed esperienze emozionali che aiutano  a scoprire e a far brillare il diamante che  è  stato ricoperto  negli anni da una spessa coltre di fango.      Leggo la  testimonianza di una Penelope dopo  l’ incontro di un Laboratorio mensile: “Ho  vissuto da sempre un rapporto conflittuale con le donne,, mi sono sempre sentita lontana dal mio mondo femminile. E’ la mia nemesi storica che mi desiderava maschio…infatti sempre amici maschi o amiche molto falliche…Frequentando questo Laboratorio un po’ alla volta mi sono concessa l’apertura al femminile e nelle compagne mi sono rivista, rielaborata, ritessuta…Ci siamo ritrovate grazie ai medesimi problemi, ovviamente gli uomini….sono emerse le stesse prigioni, le stesse insoddisfazioni, le stesse paure che rendono amara la vita ed il rapporto con l’altro, il compagno, il figlio, il genitore, chiunque al quale attribuiamo il peggio di noi…Mi sento, come donna e come Persona, allo stato embrionale, sono  ancora in attesa della mia nascita, non conosco il mio corpo, sono piena di tabù…devo però riconoscermi che ho intravisto il diamante prezioso che porto dentro e la mia fragilità…Voglio vivere sempre meglio questa bellezza e la voglio vivere con mio marito, col quale abbiamo un grosso nodo da sciogliere, la sessualità…Quest’estate avrei voluto scappare da lui ma ho capito e scelto che lui è la mia casa…mi lascio il tempo per lavorare sui nostri problemi e se un domani le nostre strade dovessero separarsi… io sarò in compagnia di me stessa perché saprò amarmi e proteggermi…… spero di aiutare le persone ad intravedere quella luce di bellezza che ci riserva la Vita una volta che il cuore è libero dalle spine…”      Se le donne stanno meglio,  stanno meglio tutti e si accresce la bellezza della vita!                                              Ombretta Ciapini

5 Commenti a “2° Convegno Nazionale della FAIP – Roma 06 Ottobre 2011”

  1. luisa scrive:

    Grazie Bruno per aver pubbòicato la tua relazione. La trovo molto ricca e illuminante Bellissimo e rivoluzionario il passaggio in cui espliciti la capacita del counselor di prendersi cura del conflitto!!!!

  2. wanda scrive:

    Grazie Bruno e grazie a Luisa che mi ha chiesto di andare a leggere la relazione sul conflitto. Mi appartiene molto, sopratutto una frase: dal bisogno di riconoscimento arrivare gradualmente al coraggio di affermare il proprio valore e la propria identità, ma non contro l’altro o sovrapponendola all’identità degli Altri o tentando di negare l’altro. Vi voglio bene.

  3. vittoria scrive:

    Grazie Bruno e Ombretta per il contenuto delle vostre relazioni… Grazie alla vita ed a quei momenti di crisi e di conflitto che mi ha inviato, attraverso cui ho deciso di intrapendere il mio processo di trasformazione. Un percorso caratterizzato di perdite, di dolore, ma anche di gioia.. e soprattutto un percorso che sto imparando a compiere, grazie a tutti voi e A. Mercurio, con la fiducia che ogni “situazione critica” contiene in sè un germoglio per la mia evoluzione.

  4. luisa scrive:

    CARISSIMA OMBRETTA,
    GRAZIE PER L’ENORME VISIBILITA’ CHE HAI DATO AL NOSTRO LAVORO AL FEMMINILE E AD OGNUNA DI NOI.
    MI SENTO MOLTO AMATA E MOLTO FORTUNATA!!!

  5. Sonia scrive:

    Le due relazioni sono veramente delle perle preziose, sintesi magistrale nel contempo semplice ed accessibile, del significato profondo delle Arti esistenziali, come le chiama Bruno.
    Grazie di cuore per averle condivise!
    Sonia

Lascia un Commento


  • Ultimi Commenti

  • Informazioni

    Associazione I.P.A.E.
    Indirizzo:
    Via Mario Siniscalchi, 7
    87100 Cosenza
    Codice Fiscale: 98031990785
    Telefono: 0984.29574
    Fax: 0984.22855
    Website by: Silver Silver Pixel - Servizi Informatici Cosenza - Realizzazione Siti Internet - Grafica e Multimedia - Vendita e Assistenza Computer - Servizi Informatici per Aziende Pixel Amministrazione Sito